Speciale – Scultore del Mese

 

FRANCO SALE

mascheramamuthones-33 

Faccio parte del gruppo dei mamuthones e issohadores dal 1964, anno in cui

feci la mia prima sfilata al fianco del nostro patriarca Tziu Costantino Atzeni,fino ai primi anni 90 ho sempre indossato maschere realizzate da altre

persone, ma durante ogni esibizione mi accorgevo che la visualità e la

respirazione non corrispondevano, in sostanza la cosa più fastidiosa era la respirazione, la posizione della bocca era sempre calcolata in corrispondenza del labbro superiore, così l’aria che mandavo fuori dai polmoni, sbatteva  su di esso e non usciva, mi trovavo a respirare sempre la stessa aria, così decisi di provare a realizzarmi la maschera personalizzata e tentare di eliminare questo gravoso inconveniente, la cosa mi spaventava un po in quanto non avevo mai toccato un attrezzo da falegname, ne sapevo da dove iniziare, ne sapevo quali attrezzi mi sarebbero serviti.

Visitai vari negozi di ferramenta e comprai qualche scalpello e qualche sgorbia, mi procurai un paio di tronchi di ontano e partì in cerca di scoprire cosa sarei stato capace di realizzare, i tronchi che mi ero procurato li rovinai in breve tempo e andarono a finire nel caminetto, me ne procurai degli altri e ripartì in

cerca di scoprire se sarei stato all’altezza di fare quello che mi ero preposto, ne rovinai altri e anche quelli finirono in cenere, chiedevo qualche consiglio, ma trovai sempre di fronte persone poco sensibili e mi privarono di sapere quello che potevano sprigionare le mani.

Inutile dire che sono abbastanza testardo e non mi diedi per vinto, riprovai

e col passare dei giorni mi accorgevo che il legno dava una carica interna

che mi affascinava, passarono dei mesi con questi tentativi, ma andavo avanti lo stesso, (premetto che tutto questo avveniva a secondo del tempo libero che avevo) ci passarono vari mesi prima di realizzare una maschera un po accettabile, non era bella per niente, ma il fatto di averla fatta con le mie mani di dava una grande soddisfazione, inoltre notai che quando la rifinivo internamente mi dava una sensazione indescrivibile di contentezza, la verniciai, misi le cinghiette per il bloccaggio in testa e finalmente aspettai la prossima uscita dei mamuthones per indossarla e sentire i commenti della gente, in linea generale è andata benissimo, quell’aria che in precedenza non usciva fuori e che mi creava tanta stanchezza, non ripassava più nei polmoni la fatica non si faceva più sentire.

Credo sia stata questa cosa che mi ha invogliato nel proseguire affinchè ne

realizzassi altre, ma forse è anche la magia del legno che ha dato un grande

contributo.

Successivamente ho voluto sperimentare tutti i legni che c’erano nella mia zona, avevo letto che in antichità si usava il legno di fico, perchè giudicata come pianta sacra, ne realizzai una, ma già durante la lavorazione notai che l’odore che emanava era nauseante e quando provai ad indossarla, stabilì con certezza che non poteva essere una cosa credibile, lessi pure che venivano realizzate con perastro, ma durante la lavorazione appurai che era una pianta totalmente piena di nodi e attorno ad essi si creavano delle spaccature tutt’intorno, abbandonai anche questo tipo di legno, in seguito ne provai altri, il pioppo, il noce, l’eucalipto, il sambuco, il ginepro, il biancospino, il corbezzolo, il melo, il ciliegio e qualche altro.

Piano piano, scoprì tanti piccoli segreti, come raggirare il filo del legno

e quale poteva essere il legno amico che accettava di essere modificato dal

suo stato naturale, imparai a parlarci ma la cosa più bella è stata che si faceva amare e il dargli un’altra forma di vita mi appagava del tempo che gli dedicavo.

Il tempo passava tentando di perfezionare questa magia che ne veniva fuori.

Un giorno, mentre cercavo funghi, ero chino a tagliarne, un albero di perastro attirò la mia attenzione, rimasi fermo come folgorato ad osservarlo per alcuni

minuti, ero incantato, ricordo con lucidità che mi diceva che al suo interno c’era la figura di un issohadore, tornai verso la macchia e rientrai in paese, cercai un amico che aveva la motocarrozzella, gli dissi che mi serviva quell’albero, dopo mezz’ora circa era già tagliato e portato a casa, lo lasciai qualche mese parcheggiato in cortile, non avevo mai visto ne realizzato qualcosa che somigliasse a qualche scultura, ma non  so perchè mi chiedeva di iniziare a sgrossarlo e a pulirlo di quel che aveva in più, lo lavorai per un anno e mezzo fino a terminarlo, ormai fa parte della mia famiglia e occupa un angolo della mia esposizione. Col tempo ho realizzato anche altre sculture, era sempre il legno che attirava la mia attenzione, mi diceva quel che c’era da fare ed io da buon manovale lo accontentavo.

Franco-conMasch Franco-M3 1 mascheramamuthones-36 Franco-Tarcento Franco-Zoppè Franco-Pozza 1 Totem-Schignano 1 mascheramamuthones-14 mascheramamuthones-35 Tutti-Moena 1 Tutti-Imst 1 Franco3

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva